Dove investire nel 2019-2020? ⇒ Leggi i nostri consigli

I consigli per investire al meglio nel 2020-2021

Broker online, strategie, analisi tecnica e fondamentale sono temi molto sensibili e che spesso trovano ampio spazio nel mondo di Internet. Ma se ci pensiamo un attimo, alla fine la domanda più diretta e che raramente trova una risposta altrettanto netta è: Dove mettiamo i soldi?
Ci sembra opportuno quindi smetterla di svicolare e rispondere opportunamente a questa domanda assolutamente lecita analizzando tutte le varie soluzioni di mercato e suddividendole per coefficiente di rischio. Un rischio che, immagino lo sappiate già, esiste sempre ed è proporzionale al tipo di profitto che intendete realizzare.

Investire: alcuni consigli di carattere generale

Siamo reduci da un decennio all’insegna del Toro, principalmente per quanto riguarda i mercati americani ma non solo. In Europa, dopo la crisi globale dell’economia avvenuta nel terribile biennio 2008-2009, la Banca Centrale Europea ha avviato politiche estremamente accomodanti come l’acquisto di titoli di Stato. Questa iniezione di liquidità, chiamata in gergo quantitative-easing, ha di fatto sterilizzato la possibilità di guadagnare con i bond, che al momento della stesura dell’articolo offrono rendimenti negativi in quasi tutto il territorio europeo, con il caso limite della Germania che vede questi rendimenti con il segno meno addirittura fino al bond a 30 anni.

Ne consegue che per guadagnare dagli investimenti finanziari, bisogna per forza di cose aumentare il rischio. Quando si aumenta il rischio, bisogna intanto averne la percezione e poi fare attenzione a diversificare gli investimenti. Avere un portafoglio bilanciato probabilmente non vi farà guadagnare tanto, ma eviterà di esporvi a rischi maggiori se invece investite tutto su un singolo titolo.


Un altro essenziale avvertimento che ci sentiamo di fare è quello di non credere alle proiezioni a lungo termine. Proprio come nel caso delle previsioni del tempo, abbiamo in rete centinaia di “guru” che sparano prezzi obiettivo per le azioni che sono assolutamente fuori dal loro controllo. Ne indovineranno qualcuno e non smetteranno di farlo notare, mentre ignoreranno tutti gli altri che sono stati sbagliati. E finché se ne parla come tra amici al bar, può anche andar bene ma questi venditori di fumo si fanno pagare come i maghi che leggono il futuro nei fondi di caffè!

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Gli eventi esogeni che influenzano il mercato

Quando parliamo di mercati aleatori e imprevedibili ci riferiamo anche al fatto che ci sono dei potenziali avvenimenti che non possiamo calcolare in anticipo. In particolare, ci riferiamo alle politiche economiche e sociali dei Paesi dell’Unione Europea, ma guardiamo anche oltreoceano, agli Stati Uniti d’America.

In Italia, per esempio, la situazione politica è come sempre parecchio ingarbugliata. L’instabilità genera panico sui mercati finanziari perchè gli operatori, intimoriti dall’uscita di dati macroeconomici negativi, iniziano a vendere le azioni e comprare i bond italiani perché attratti dall’alto rendimento. La conseguenza è il temuto rialzo dello Spread, che ormai saprete bene è una specie di termometro sulla situazione finanziaria italiana rispetto all’economia tedesca, considerata quella più in salute nei paesi dell’Unione Europea.

Lo spread btp-bund a 10 anni, da monitorare costantemente, è uno dei principali motivi di preoccupazione del Ministro dell’Economia italiana, a sinistra nella foto

Guardando, invece, agli Stati Uniti anche qui ci sono dei timori rispetto alle politiche nazionaliste di Donald Trump che ha intrapreso una guerra commerciale con la Cina imponendo dazi doganali per tutte le importazioni cercando di favorire invece le esportazioni locali e puntando alla svalutazione del dollaro per competere con i prodotti cinesi. Il dollaro, nel frattempo, non si sta svalutando ma anzi si sta apprezzando e quindi l’attenzione di Trump si sta spostando anche sulla Federal Reserve, invocando dei tagli al costo del denaro. Una Fed che, invece, sembra poco convinta ad accettare queste richieste, forte anche di un economia americana che si mostra abbastanza solida da meritare politiche non così accomodanti.

Il petrolio

Con una situazione come quella che abbiamo appena descritto, il petrolio è estremamente volatile ma potrebbe rappresentare un’ottima occasione di investimento per i prossimi anni. Finché si manterrà al di sopra dei 50 dollari al barile, il trend del petrolio è decisamente al rialzo. In più, le politiche di Trump sembrano favorire l’impennata del petrolio perché se il dollaro dovesse davvero indebolirsi e l’inflazione aumentare, alle prime avvisaglie di recessione (il ciclo economico americano è nella fase di surriscaldamento, ovvero al termine della fase di espansione) il prezzo del petrolio è destinato ad aumentare. Se ciò non dovesse bastare, le tensioni con la penisola araba, in quest’ultimo caso con l’Iran, potrebbero sfociare in un conflitto bellico che, storicamente, fa schizzare in alto i prezzi del petrolio perché va a rallentare drasticamente la sua produzione.

Per fare trading online di questa materia prima, noi consigliamo di rivolgersi a quei broker online regolati dalla CySec che vi permettono di comprare e vendere i CFD. I CFD sono strumenti derivati a leva che hanno il vantaggio di poter essere negoziati anche da coloro i quali non dispongono di capitali ingenti. Uno di questi broker online è Markets.com, che dispone anche di un conto demo per mettere in pratica, con denaro virtuale, le vostre strategie di investimento.

L’oro: il bene rifugio per eccellenza

È evidente che di fronte a tutte queste situazioni non troppo limpide sui mercati, il prezzo dell’oro sta volando al punto da meritarsi l’appellativo di “asset class dell’anno 2019”. L’oro ha raggiunto e superato i 1500 dollari l’oncia, una quotazione che non si vedeva dall’anno 2013.

L’oro è notoriamente considerato come bene rifugio ed è quindi l’ideale in questa situazione dei mercati finanziari piuttosto ambigua, perché sebbene i titoli azionari non stiano accusando gravi perdite, il timore di trovarci alla fine di un ciclo fa sì che gli investitori debbano cautelarsi in anticipo su quelle che sembrano essere le proiezioni future.

Inoltre, per caratteristiche fisiche, l’oro è quell’investimento che non conosce particolari svalutazioni. Non avrà le performance a due zeri che hanno avuto i titoli NVIDIA e Amazon in questi anni, ma sicuramente non andrà incontro a correzioni tecniche o inversioni come invece questi titoli americani potrebbero conoscere. D’altra parte, l’oro esiste da quando esiste l’uomo; le aziende, anche di successo, invece nascono e muoiono.

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Il 2019 sarà ricordato come l’anno del ritorno della corsa all’oro

I Bitcoin e le altre criptovalute sono un buon investimento?

Se l’oro non deve mai mancare in un portafoglio diversificati che si rispetti, le criptovalute sono l’ultimo asset per ordine di tempo che stanno calamitando l’attenzione degli investitori finanziari. La criptovaluta più importante e più capitalizzata è il Bitcoin che ha avuto una crescita incredibile dal 2013 al 2017, anno in cui ha raggiunto i 20000 dollari di quotazione. Il 2018, invece, è stato l’anno nero delle criptovalute con il Bitcoin che ha raggiunto minimi sotto i 4000 dollari. A partire dai primi mesi del 2019, però, il prezzo del Bitcoin è tornato a salire fino ai 13000 dollari, prima di correggere e cercare di costruire una base accumulativa sui 9000 dollari.

Tra le altre criptovalute in evidenza quest’anno segnaliamo il Litecoin e l’Ethereum che stanno performando meglio rispetto a Ripple e altre criptovalute a capitalizzazione inferiore. Data l’estrema volatilità che caratterizza questi strumenti finanziari, il nostro consiglio è positivo su un’eventuale accumulazione, ma che sia una minuscola parte rispetto a quello che è il vostro portafoglio di investimenti.

Investire in azioni

Le azioni rappresentano l’investimento principe da molti anni a questa parte. Comprare e vendere azioni, infatti, è interessante per la volatilità di questi strumenti finanziari che consentono sia un trading di brevissimo termine, che gli addetti ai lavori chiamo scalping, sia investimenti a medio-lungo termine.
Per quanto riguarda lo scalping, noi consigliamo di farlo solo se particolarmente esperti e comunque selezionando bene i titoli, privilegiando quelli più liquidi che, per quanto concerne il mercato italiano, sono principalmente Banca Intesa San Paolo ed ENI.

Vogliamo, invece, approfondire la questione legata agli investimenti a lungo termine sulle azioni. La scelta, in questo caso, deve ricadere su aziende solide e che hanno un business affermato e duraturo. Inoltre, devono staccare annualmente la cedola del dividendo, ovvero distribuire parte degli utili ad ogni azionista in modo tale da assicurare una piccola rendita.

Ho scelto personalmente due titoli del mercato azionario italiano che ritengo validi, ce ne sono altri come Campari, Diasorin, Ferrari, Moncler e Recordati che sono altrettanto validi, mentre per quanto riguarda Wall Street potete consultare la categoria del nostro sito relativa alle azioni americane.

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CNH Industrial

Un riassunto delle principali produzioni di CNH Industrial, leader italiano di questo settore

Il titolo CNH Industrial è costantemente sui massimi storici in quanto rappresenta un’azienda leader nel settore dei mezzi di produzione agricola e dei mezzi pesanti di trasporto. Fa parte dela galassia della famiglia Agnelli-Elkann che, tramite la finanziaria Exor, controlla anche altre società, anch’esse interessate da un roseo futuro. CNH Industrial paga regolarmente un dividendo annuale molto interessante.

Enel

Il titolo Enel rappresenta l’azienda italiana più capitalizzata facente parte anche dell’indice FTSE MIB. La crescita di questo titolo negli ultimi anni è stata davvero considerevole. Quest’azienda, che ricordiamo fornisce a privati ed aziende l’approvvigionamento di energia elettrica e gas naturale, ha un bilancio economico ottimo e paga annualmente un cospicuo dividendo ai suoi azionisti.

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