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Consigli alimentari per lo sportivo

''Chiunque pratichi sport è portato ad attingere a qualsiasi cosa possa migliorare la prestazione, soprattutto nel caso degli 'sportivi della domenica', che vogliono supplire alla mancanza di allenamento con astuzie dopanti''. Lo ha detto all'Adnkronos Salute il nutrizionista Eugenio Del Toma, relatore al convegno romano ''Alimentazione, sport e handicap'' organizzato dalla Società italiana per l'aggiornamento del medico di medicina generale (SIAMEG) e dall'Associazione medica italiana (AMI). 
''Il problema della dieta nello sport a mio parere è sopravvalutato -ha aggiunto- la formula che prevede un apporto nutrizionale suddiviso in un 50% di carboidrati, 30% di lipidi ed il resto in proteine è più o meno valida per tutti. Una maggiore attenzione va dedicata invece a chi pratica attività che superano l'ora, come nel caso della marcialonga e, comunque, per combattere i radicali liberi che aumentano con lo stess dovuto a qualsiasi attività fisica''
Per Cristina Patrizi, segretario generale della SIAMEG, ''tutti parlano di proteine e integratori -prosegue la Patrizi- ma bisogna saperli utilizzare per non incorrere in gravi danni, come ad esempio l'insufficienza renale. Soprattutto i giovani che praticano sport, non si rivolgono al medico di fiducia ma al preparatore atletico o, addirittura, si autoprescrivono queste sostanze per sentito dire dagli amici''
Anche l'handicap, secondo la Siameg, è spesso sottovalutato. Il medico di base deve quindi avere le competenze per indirizzare i disabili alla pratica sportiva, fornire i giusti consigli medico legali per le certificazioni ed elaborare schemi dietetici che tengano conto delle patologie di base. 



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