|
Medici-chirurghi e Odontoiatri al voto
Rappresentanti di categoria
La scadenza triennale ripropone, a cavallo tra la fine del 2002 e
l’inizio del 2003, l’appuntamento presso la sede del proprio Ordine Provinciale
degli iscritti nell’Albo dei Medici–Chirurghi e nell’Albo degli Odontoiatri.
Come lo vivranno le due categorie in questa occasione che rappresenta
anche la prima scelta dei rappresentanti di categoria del terzo millennio?
Prevarrà una consolidata e sempre più accentuata tendenza
all’astensionismo, ormai comune a quasi tutti gli appuntamenti elettorali,
o la consapevolezza che attraverso il voto si esprime una delega fiduciaria
per Colleghi che potranno intervenire, fino a condizionare, scelte importanti
per l’esercizio della professione sia privata che pubblica a livello locale?
E’ opportuno ricordare che, successivamente, il Consiglio Nazionale
e gli eletti della FNOMCeO avranno il diritto-dovere di confrontarsi con
le Istituzioni di Governo con un ben più responsabile impegno nei
confronti di tutti gli iscritti in scelte che comprendono il futuro della
Professione in materia di formazione, aggiornamento e comportamento deontologico.
Un’occasione da non perdere in un periodo difficile per la Nazione
che sta procedendo in un percorso di federalismo regionale, ambiguamente
definito ‘devolution’, che, pur con il riconosciuto diritto all’autonomia,
non può trascurare o, peggio, dimenticare il diritto alla salute
sancito dalla Costituzione come uguale e uniforme per tutti. E, aggiungo,
affidato all’esercizio professionale di categorie sanitarie tra le quali
i medici restano sempre e comunque i principali protagonisti.
Di fronte al mutare dei costumi, alle modifiche legislative e normative
che regolano la società moderna in un crescendo di attenzione all’economia
ed al profitto, in un’epoca contraddistinta dal progresso della scienza
e della tecnologia e che, in campo medico, prospetta sempre nuove conquiste
e traguardi per la salute e il benessere di ogni persona, non è
da considerare superato quel ruolo di garanzia di successo nella tradizione
ricordato nel Giuramento di Ippocrate in cui si legge che:
“Considererò colui che mi ha insegnato l’arte medica alla
stregua dei miei genitori ed i figli suoi come miei fratelli; ad essi ed
ai discepoli che avranno giurato insegnerò quest’arte senza compenso
alcuno….
Prescriverò regimi a giovamento degli infermi secondo la
mia coscienza ed il mio criterio respingendo ogni mala imposizione….”
Un compito ed un dovere deontologico che i nuovi eletti nei Consigli
Provinciali, nel Consiglio Nazionale e nella FNOMCeO devono essere
chiamati a svolgere con la forza di un mandato elettorale che non può
essere espressione di una modesta rappresentanza di iscritti.
Mario Bernardini
|