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Educazione Continua del Medico

Resi noti i risultati della "fase sperimentale"

Sono stati oltre 4.000 i visitatori della prima edizione del “Forum della Sanità Futura” che si è concluso l’11 aprile scorso a Villa Erba di Cernobbio.
La manifestazione ha rappresentato un’occasione di confronto su progetti e prospettive della ricerca gestionale e organizzativa e delle innovazioni tecnologiche in sanita' ed anche sulla fase di sperimentazione del sistema di educazione continua in medicina, per ora riservato a chirurghi e odontoiatri.
Il Ministero della Sanità ha reso noto che i sono 1.115.743 le presenze registrate durante questa prima fase sperimentale del programma promosso dal Ministero della Sanità nel luglio scorso.
Gli eventi sono stati 8mila,organizzati da 2.400 provider: in maggior numero rappresentati dalle case farmaceutiche, mentre sono risultate ultime le università e le Regioni.
“Si tratta di numeri da prendere con le pinze - ha affermato Raffaele d'Ari del Ministero della Sanità - perché si basano su un nostro censimento e raccolti in una fase sperimentale. Tuttavia consentono già alcune riflessioni: la presenza è stata massiccia e le aree tematiche che hanno avuto più successo cono state la cardiologia e la medicina interna”
“Solo il 6% degli eventi sono stati organizzati a distanza, eppure - ha sottolineato d'Ari - hanno raccolto il 44% dell'affluenza. Ed è su questa modalità di formazione che occorre puntare, oltre che su quella in azienda, così da ridurre gli spostamenti e i disagi per i professionisti, contenendo i costi.”

ECM nei commenti formulati
in sede di Commissione ministeriale per l’educazione medica continua 
e di Coordinamento nazionale delle società scientifiche 

Durante l'ultimo incontro della Commissione ministeriale per l'educazione medica è emersa l’indicazione di non annoverare le industrie farmaceutiche tra gli organizzatori di eventi formativi per l’aggiornamento dei medici. 
Una decisione che ha lo scopo di evitare i conflitti d’interessi e di non confondere i ruoli di sponsor e organizzatore.
Le aziende avrebbero comunque la possibilità di organizzare corsi, congressi e altri eventi accreditati attraverso fondazioni, associazioni ed enti con dichiarate finalità formative. 
“Le aziende farmaceutiche in quanto tali – ha dichiarato all’Adnkronos Salute Lamberto Pressato, componente della Commissione - non contemplano nello scopo e nelle finalità sociali la formazione e non sono quindi indicate come provider. Nella fase sperimentale abbiamo fotografato l’esistente cercando di valutare solo gli eventi. Non abbiamo ancora approntato i requisiti per l’accreditamento dei provider, ma l’indicazione di ‘esclusione’ delle aziende farmaceutiche nasce dalla volontà di attribuire a questi soggetti il ruolo ‘naturale’ di sponsor e riteniamo che lo sponsor non possa essere anche provider”. 
Il Coordinamento nazionale delle società scientifiche, in un incontro organizzato a Roma ha intanto chiesto una proroga per l’inizio ufficiale del programma di ECM.
“La formazione continua - hanno detto i rappresentanti del Coordinamento - è un vantaggio per l'intera popolazione. E’ una riforma importante che ci piace. Ciò che non accettiamo sono le modalità con le quali è stata portata avanti dalla Commissione ministeriale nominata ad hoc”.
In primo luogo è contestata l’esclusione delle società scientifiche dalla ‘costruzione’ della normativa. Secondo i rappresentanti del Coordinamento la proroga permetterebbe di ‘correggere’ anche altre imperfezioni nell’applicazione della riforma.
“E’ necesario - ha detto Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale - partire da una maggiore trasparenza. Bisogna sapere chi è delegato a prendere le decisioni in materia di formazione, chiarire meglio le regole, rivedere la composizione dell'attuale commissione e fare in modo che i valutatori siano espressi dalle società scientifiche”.


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