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Attività convegnistica della Fondazione Santa Lucia (IRCCS)

"Le disabilità comunicative"
"Esiti del coma post-traumatico"

Le disabilità comunicative nella città di Roma

La prima diagnosi di sordità viene ancora effettuata con notevole ritardo.
Se agli inizi degli anni ’90 veniva effettuata intorno ai 3 anni di età, oggi, con le nuove tecnologie possiamo sperare di farla tra i 18 e i 24 mesi e soltanto in alcuni casi ad un anno di età. Ancora troppo tardi. 
“La diagnosi, per essere precoce, va fatta entro i primi 8-9 mesi di vita del bambino, infatti il fattore tempo condiziona pesantemente lo svantaggio sociale che può seguire la sordita.”
Questa dichiarazione è stata rilasciata da Giancarlo Cianfrone, ordinario di audiologia all’università ‘La Sapienza’ in occasione del convegno sulle disabilita comunicative che si è svolto il 26 febbraio scorso presso la Fondazione Santa Lucia. 
Il sogno di Giuseppe D'Ascenzo, rettore dell’Università di Roma ‘La Sapienza’, dei suoi docenti di otorinolaringoiatria e degli specialisti dell’IRCCS Santa Lucia è quello di una città ed una Università aperte agli handicap della comunicazione, a tutti coloro che sin dalla nascita o in età adulta, a causa di difetti congeniti, patologie e traumi, non hanno la possibilità di ascoltare e parlare. 
“Alcune discipline come la fisica, la chimica o la farmacia sono particolarmente difficili per i disabili - ha ricordato D'Ascenzo – L’università ha quindi il compito di garantire anche a questi studenti gli stessi diritti e doveri degli altri.”.
Un protocollo sulla disfonia è già stato elaborato in collaborazione con il Santa Lucia l’Istituto scientifico di riabilitazione che vanta una grande esperienza in campo di recupero dei pazienti affetti da problemi del linguaggio post traumatici. Negli ultimi dieci anni 500 malati sono stati assistiti e riabilitati dal Santa Lucia con altissime percentuali di successo.
Cianfrone ha ricordato che la comunità scientifica internazionale è favorevole allo screening uditivo neonatale che, con strumenti non invasivi, metodologie poco costose e di altissima sensibilità sarebbe in grado di individuare alla nascita il 95% delle sordità

Terza Giornata Nazionale del Trauma Cranico

Tra le iniziative programmate il 23 marzo per celebrare la III Giornata nazionale del trauma cranico patrocinata dalla Presidenza della Repubblica, un Convegno sul tema: ‘Esiti del coma post traumatico’ è stato organizzato all’IRCCS Santa Lucia in collaborazione con l’Associazione per la riabilitazione del comatoso (ARCO) 
Il trauma cranico in Italia rappresenta la causa principale di disabilità tra i giovani di età compresa tra i 15 ed i 35 anni, stravolgendo ogni anno la vita di un numero di persone compreso tra le 15.000 e le 30.000.
“E’ difficile predisporre nel Lazio un’adeguata programmazione sanitaria delle unità di risveglio perché mancano i dati epidemiologici necessari”. Lo ha dichiarato Rita Formisano, primario del reparto post-comatosi all’Irccs Santa Lucia, aggiungendo che il Lazio, comunque, non è l’unica regione ad essere indietro per quanto riguarda la raccolta delle casistiche, un problema piuttosto diffuso sul territorio nazionale. 
“Le cifre di cui attualmente disponiamo, ha affermato Formisano, riguardano il 1999 ed il primo semestre del 2000 durante il quale sono stati ricoverati, nelle diverse strutture regionali, 1.009 residenti in seguito a stato stuporoso e coma di origine traumatica e 378 pazienti con coma superiore ad un’ora”.
Sempre durante i primi sei mesi dello scorso anno, la Fondazione  Santa Lucia ha seguito 39 pazienti post comatosi e 16 per i postumi di traumatismi intracranici.
In Italia sono 600 mila l’anno i traumatizzati cranici, da lievi a gravi, di cui 60 mila devono essere ricoverati in terapia intensiva ed altri 20 mila rimangono feriti in modo meno grave. 
Le morti per trauma cranico grave sono 10 mila e 40 mila gli invalidi gravi. 
Queste le cifre illustrate da ‘ARCO 92’.
Una degenza media in un reparto di rianimazione, mediamente una settimana, costa fra i 3 ed i 4 milioni di lire al giorno per ogni paziente, mentre da 30 a 120 milioni è il costo di un trattamento riabilitativo per un traumatizzato cranico grave. 
Attualmente l’istituto scientifico S. Lucia collabora con l’Istituto Superiore di Sanità, con l’Enea e con la Motorizzazione civile per la riabilitazione mirata delle capacità di guida dei traumatizzati, grazie a specifiche prove neuropsicologiche, un simulatore di realtà virtuale e vere e proprie prove su strada. Infatti, per tornare a guidare, coloro che hanno avuto episodi di coma superiori alle 48 ore devono sostenere una specifica prova di idoneità. 
Un altro progetto al quale ha collaborato il Santa Lucia riguarda la rilevazione dei traumi da incidenti ed il relativo utilizzo del casco.
Da febbraio a giugno 2000 sono state coinvolte 57 delle 196 ASL del Paese, con 145 mila rilevazioni che hanno portato a stimare 170 morti in meno per incidenti con ciclomotori, 350 invalidi in meno ed una diminuzione di 8.500 ricoveri con un risparmio di circa 500 miliardi.


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