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“La buona informazione è la migliore medicina”

L’informazione sanitaria e le sue attuali implicazioni sono stati i temi  trattati nella tavola rotonda,  svoltasi nell’ambito della manifestazione “Bibliocom 2000” al Palazzo dei Congressi a Roma il 26 ottobre u.s. e organizzata dal BDS (Bibliotecari Documentalisti Sanità).

L’interesse crescente dei cittadini alle notizie in materia di salute e sanità e la crescita esponenziale dei siti di informazione sanitaria disponibili su Internet (attualmente circa centomila) pongono una serie di nuovi e “delicati” interrogativi sulle modalità di utilizzo e le “pericolose” conseguenze che questo eccesso di informazione sanitaria “incontrollata” potrebbe determinare su cittadini e pazienti. Appare evidente e non più procrastinabile l’adozione di criteri di selezione e di valutazione delle risorse che siano uniformi e internazionalmente riconosciuti. 
Questa la posizione di Eugenio Santoro (Laboratorio di Informatica Clinica del Mario Negri di Milano) e di Paolo Gardois (Biblioteca di Scienze Pediatriche dell’Università di Torino), che ha trovato conferma negli orientamenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Comunità Europea, presentati da Riccardo Maceratini, rappresentante italiano dell’International Medical Informatics Association.  In questo contesto sono emerse anche due delicate questioni: 
- il ruolo dei giornalisti nell’ambito dell’informazione sanitaria in Italia (Mario Bernardini, Presidente dell’ASMI - Associazione Stampa Medica Italiana),
l’aggiornamento professionale dei medici italiani,(S. Biasioli, Presidente Nazionale CIMO-ASMD).
Purtroppo dai dati del I censimento nazionale delle biblioteche/centri di documentazione del SSN, promosso dal BDS e patrocinato dal Ministero della Sanità, risulta che, pur esistendo centinaia di biblioteche biomediche su tutto il territorio nazionale, l’organizzazione dell’informazione è arretrata ed inadeguata (R. Aprea, coordinatrice del Gruppo BDS e bibliotecaria presso l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma). Infatti, ancora non tutte le strutture sanitarie sono dotate di biblioteche, e queste, ove presenti, spesso risultano non adeguatamente attrezzate, né finanziate per l’aggiornamento e nella maggior parte dei casi gestite da personale non professionale. 
Il confronto con l’estero fa emergere il livello evidentemente più avanzato dei paesi di cultura anglo-sassone, le cui iniziative sono spesso completamente finanziate a livello istituzionale, come hanno dimostrato Gaetana Cognetti della biblioteca dell’Istituto Regina Elena, Adriana Dracos e Maurella Della Seta del Servizio Documentazione dell’Istituto Superiore di Sanità. 
I lavori si sono conclusi riconoscendo, stante la crescente complessità della gestione dell'informazione, il ruolo insostituibile dei bibliotecari /documentalisti nell’ambito dell’informazione sanitaria, sia per organizzare le fonti disponibili, sia per guidare gli utenti verso un loro uso corretto e proficuo, e con l’auspicio di uno sforzo interdisciplinare delle categorie professionali interessate per §
passare dal “caos alla rete organizzata” e facilitare l'accesso degli operatori e dei cittadini alle risorse informative al fine di garantire anche la qualità delle prestazioni sanitarie.

A cura del BDS: (R. Aprea - G. Cognetti)


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