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Presentato da Omeoindustria nel novembre scorso

Libro bianco dell’omeopatia

Il libro bianco dell’omeopatia potrà aiutare a scalfire il muro dei pregiudizi.
Questo il commento dell’On. Paolo Galletti, relatore della legge quadro sulle Medicine non convenzionali, in occasione della presentazione del documento di Omeoindustria per iniziativa delle maggiori imprese produttrici e distributrici di medicinali omeopatici. L’impegno dichiarato da Galletti era stato quello di correre verso la fine della legislatura in carica per portare a compimento il lavoro svolto negli ultimi anni rendendo disponibili i medicinali omeopatici con tutte le garanzie del Servizio Sanitario Nazionale e secondo i criteri stabiliti.
Lo scopo della pubblicazione del Libro Bianco manifestato dal Presidente di Omeoindustria, dott. Luigi Manuppelli, era stato quasi un appello: l’omeopatia sottoposta alle regole della medicina convenzionale non sopravvive.
I primi a ricevere il testo sono stati autorevoli personaggi del mondo politico, accademico, della Pubblica amministrazione e della stampa.
Tra le richiesta fatte dall’industria: regole per l’autorizzazione all’immissione in commercio semplificata per farmaci innocui e in forme farmaceutiche sicure; libertà di continuare a produrre in Italia secondo le norme di buona fabbricazione già in atto; libera circolazione dei medicinali omeopatici nell’ambito della Comunità europea 
Molti ancora sono stati i temi posti sul tappeto. A cominciare dalla formazione universitaria, ambito nel quale si dovrebbero dibattere i problemi che la scienza si trova ad affrontare senza chiusure preconcette bensì con una mentalità aperta, che affronta i problemi per verificarli, come ha testimoniato il prof. Gabriele Caccialanza, Preside della Facoltà di Farmacia e titolare della Cattedra di Chimica Farmaceutica dell’Università di Pavia.
Il pediatra, dott. Gianfranco Trapani, vicepresidente della SIOMI, Società italiana di Omeopatia e Medicina integrata, ha inoltre sottolineato l’importanza dell’omeopatia come medicina di prima scelta perché: la tutela della salute del paziente è qualcosa che unisce gli interessi di aziende, politici e medici portati a dare la priorità al tipo di medicina più capace di stimolare la capacità reattiva del paziente, evitando l’abuso di farmaci inutili.
Sul piano legislativo Governo e opposizione sono sostanzialmente d’accordo.


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