Essere giornalista pubblicista oggi Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha approvato il 17 giugno un ‘Documento’ di indirizzo che modifica la procedura per l’iscrizione all’elenco dei giornalisti pubblicisti.
Per essere Consigliere Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ho partecipato alle riunioni della Commissione Giuridica e alle riunioni congiunte della Commissione Giuridica e della Commissione Culturale e ne condivido le conclusioni. (Il documento è riportato sul sito del CNOG www.cnog.it )
Lo affermo come premessa importante per la sostanza di un provvedimento che considero necessario anche se resto dell’idea che invece di perfezionare percorsi per due distinte categorie di giornalisti (elenco professioniti ed elenco pubblicisti) l’Ordine professionale dovrebbe contribuire a definire principi validi a garantire ai fruitori della comunicazione giornalistica non solo un’attività adeguata e competente per la moderna multimedialità disponibile, ma anche per una formazione culturale che, oltre a quella essenziale, sia intanto utile e preluda alle diverse potenziali possibilità occupazionali che richiedono specifiche competenze per i diversi contenuti dei settori della informazione-comunicazione di pubblico interesse: dalla politica allo sport, dal costume alla criminalità, dalla cultura generale alle competenze necessarie per trattare argomenti dei tanti settori, antichi e nuovi, di una scienza in continua e rapida evoluzione.
Soltanto con questa prospettiva può, intanto, essere affrontata e trattata una modifica delle attuali norme che regolano l’iscrizione all’elenco dei pubblicisti e sempre soltanto se percorribile con riferimento all’Art. 34, dell’attuale Legge istitutiva dell’Ordine Professionale dei Giornalisti.
Il riferimento all’Art. 34 mi consente di ribadire il convincimento che, per ora, ogni integrazione alle procedure previste può essere considerata soltanto come modifica regolamentare e che, pertanto, prima di essere esecutiva, al di là dei nostri desideri e delle nostre delibere, dovrà essere portato all’attenzione del Ministero competente e approvato in quella sede.
Con questa premessa aggiungo alcune sintetiche osservazioni sui contenuti.
Condivido la necessità di una conoscenza delle principali norme giuridiche che regolano l’attività del giornalista e delle regole che la professione impegna a rispettare per motivi etici e di deontologia, ma ho delle riserve su quanto si possa ottenere con soltanto due giorni di formazione; ancor più se si prevede la possibilità di utilizzare la ‘formazione a distanza’ secondo le più moderne tecnologie adottate in campo didattico.
Due altre considerazioni riguardano come preventivamente informare gli aspiranti giornalisti pubblicisti della nuova procedura quando l’attuale ordinamento prevede la possibilità di inoltrare domanda soltanto documentale al termine del biennio e senza alcun riferimento alla necessità di seguire il previsto periodo di formazione e come riconoscere a carico dell’Ordine l’impegno economico destinato alla formazione di chi non ha ancora titolo ad usufruirne gratuitamente.
Consapevole della necessità di procedere con ogni mezzo, anche a piccoli passi, verso una riforma delle modalità di accesso alla professione giornalistica tutelata da un Ordine che sia garanzia di possesso degli adeguati requisiti necessari per offrire come servizio alla collettività ed al singolo cittadino una informazione qualificata e non condizionata, il ‘Documento’ rappresenta un’iniziativa da diffondere e difendere in ogni sede competente nella logica di un giornalismo svolto dagli attuali e futuri giornalisti pubblicisti con contributo di conoscenza e applicazione delle regole fondamentali e irrinunciabili della informazione, arrichita dal personale specifico bagaglio culturale e professionale di cui sono singolarmente in possesso ad altro titolo.
Mario Bernardini