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Roma 17 maggio 2008
 
Il terremoto ha spento i riflettori……
 
 
(M.Bernardini)
 
 


Nell’arco di meno di 15 giorni due terribili catastrofi naturali, un ciclone e un terremoto, hanno successivamente colpito l’ex Birmania (oggi Myanmar) e la regione del Sichuan in Cina. 

Il disastro che ne è conseguito con distruzione di beni materiali e perdita di vite umane ha coinciso con un periodo di attenzione per le due nazioni per due eventi di attualità legati alla storia religiosa e sociale dell’umanità: la conflittualità dei monaci tibetani con l’attuale Governo, ma non soltanto per motivi religiosi; il prossimo appuntamento a Pechino per i Giochi Olimpici.

Due argomenti che hanno tenuto banco nella cronaca quotidiana di tutti i mezzi di informazione per l’interesse collettivo a seguire il viaggio della ‘Torcia Olimpica’, simbolo della pace tra popoli e nazioni, ma anche inconsapevole simbolo per ogni persona del naturale desiderio di vivere condividendo le conquiste umane della socializzazione con personale libertà di pensiero e religione.

Il ‘passagio. del simbolo della pacifica competitività sportiva al di sopra delle Nazioni di appartenenza ha infatti registrato episodi di protesta per la conflittualità laico-religiosa che hanno costretto, in alcuni casi, a far procedere la ‘torcia’ nel suo percorso quasi con clandestinità, evitando che divenisse pretesto tanto assurdo quanto possibile per scontri tra opposte fazioni, consentendo una cronaca che non poteva, né doveva, approfondire le motivazioni personali dell’interesse dei lettori.

Il terremoto ha spento i riflettori della comunicazione sul ‘viaggio semiclandestino’ della ‘Torcia olimpica’ per accendere la segreta fiamma della solidarietà umana che in ognuno riesce a fare intuire come le esigenze di un corpo non siano distinguibili da quelle della mente che si manifestano con sentimenti e desideri spesso non rivelati di amore e affetto per la propria famiglia, per il proprio ambiente, per il proprio popolo,e la propria nazione e, nel caso di calamità come quelle attuali, verso l’intera collettività di nostri simili, verso l’intera razza umana, in uno slancio spirituale che, nella religiosità di ogni credente nell’esistenza di un Dio creatore non chiede , né cerca motivazioni per quanto è registrato dai nostri sensi e ci spinge istintivamente a capire ed agire.

 

E’ di questi giorni la lettura meditativa di una frase di Pascal che vorrei ricordare a tutti e particolarmente a quanti, come me, hanno scelto la professione di medico per quando si è chiamati a occuparsi delle umane necessità di un malato e volendo spingere la scienza al di là dei confini della conoscenza si scopre l’impotenza di fronte ad un evento del quale, non si riesce a trovare motivazione e a capirne il perché debba accadere: “La natura ha delle perfezioni per mostrare che è l’immagine di Dio, ma ha anche dei difetti per mostrare che ne è soltanto l’immagine’.

 

                                                                Mario Bernardini 

 

   
 







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