03/09/2010





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Roma, 26 feb.
 
CHIRURGIA: INTERVENTO SALVAVITA A ROMA, AMPUTATO FINO ALL'OMBELICO
 
OPERATO PRIMA DI NATALE ORA IL PAZIENTE STA BENE
 
(Adnkronos Salute) –
 
 


Amputato fino all'ombelico. Un uomo laziale sui cinquant'anni, paraplegico da 20 anni, è stato operato prima di Natale al Policlinico Umberto I di Roma. Per salvargli la vita, i chirurghi guidati da Nicolò Scuderi hanno deciso di privarlo delle gambe e dei genitali. Lo hanno diviso in due "come nelle performance dell'illusionista David Copperfield", spiega lo stesso Scuderi a margine di una conferenza stampa, oggi a Roma, dove sono stati presentati i lavori del secondo congresso nazionale Corte (Conferenza italiana per lo studio e la ricerca sulle ulcere, piaghe, ferite e riparazione tissutale).

Ma, se nelle magie del più grande illusionista del mondo, il corpo del 'malcapitato' di turno dopo esser stato diviso viene ricomposto come nulla fosse, il cinquantenne operato all'Umberto I è tornato a casa quattro giorni fa, privato di gran parte del suo organismo. Basti pensare che, subito dopo l'operazione, è passato da 70 a 32 kg di peso. Ora, tuttavia - precisa Scuderi - l'uomo sta bene è ha già recuperato sei chili". L'intervento eseguito nel policlinico capitolino "per la prima volta in Italia" nei manuali di medicina viene definito come emicorporectomia. "In letteratura - precisa il chirurgo - vi sono circa 36 casi, ma oltre la metà dei pazienti ha perso la vita in sala operatoria o nella prima settimana successiva all'intervento". Mentre l'uomo operato al Policlinico "vivrà, con tutti i limiti dovuti alla sua condizione ma vivrà a lungo". Il cinquantenne era stato colpito da un tumore all'osso sacro. Ben presto la neoplasia aveva invaso bacino, vescica, anche e articolazioni delle gambe, pur in assenza di metastasi. Ogni volta che l'uomo veniva medicato "perdeva tanto di quel sangue - spiega Scuderi- che temevamo per la sua vita. Era costretto a subire due trasfusioni di sangue alla settimana, ormai era in pericolo di vita".

L'intervento è durato "10-11 ore - ricorda Scuderi - sono stati necessari 13 litri di autotrasfusione del sangue, circa 39 sacche". Dopo l'operazione, il cinquantenne ha trascorso due giorni in rianimazione e circa una settimana in terapia intensiva. Quattro giorni fa è stato dimesso. Ora vive con due sacche fissate sull'addome per i suoi bisogni fisiologici.

Per i medici che l'hanno operato "è stata dura - assicura Scuderi - soprattutto dal punto di vista etico. Il problema che si poneva era salvare una vita, pur assicurando al paziente un destino che ha dell'incredibile".

A distanza di qualche mese, tuttavia, il chirurgo non ha alcun dubbio e definisce l'intervento "un gran successo. Quest'uomo è pieno di vita - spiega - legge i giornali, si informa, guarda la tv ed è circondato da persone che lo amano e che volevano preservare la sua vita ad ogni costo. Solo nei primi giorni ha reagito deprimendosi, poi è tornato a vivere. E di certo ora sta meglio rispetto ai tempi in cui stavamo decidendo sul suo intervento. Le trasfusioni continue sono finite e sono terminati i sanguinamenti che minavano la sua sopravvivenza".
   
 







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