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Venerdì 1° giugno 2007
 
Medici curanti dei nostri pazienti
 
Ho letto per intero l’intervento di Daniela Salvucci, di cui conosco la sincera passione. Ci sono delle considerazioni che reputo interessanti e che richiedono risposte...
 
Gustavo Dominici, Direttore "Il Medico Omeopata
 
 


Riceviamo e volentieri pubblichiamo la replica che Gustavo Dominici  ha inviato alla lettera aperta di Daniela Salvucci

 

      Ho letto per intero l’intervento di Daniela Salvucci, di cui conosco la sincera passione. Ci sono delle considerazioni che reputo interessanti e che richiedono risposte. D’altra parte mi è sembrato viziato da una lettura della realtà troppo personale, infatti trapela una profonda delusione che fa da traccia a tutto il testo e che non andrebbe generalizzata.

      Non è affatto vero, ad esempio, che tutti i medici che praticano l’Omeopatia Classica avversino il confronto con la Medicina Accademica. Le critiche che compaiono sulla nostra rivista, spesso con la mia firma, non sono per demolire, ammesso che ne abbia la capacità, ma per trovare incontro e confronto. Ad esempio ciò che mi indigna non è la terapeutica classica secondo i dettami della farmacologia, se volete rivista dalla EBM, ma l’uso secondo i dettami… di non so bene cosa!

      Quindi l’abuso ed il danno. D’altronde mi sono spesso indignato verso i dogmi del nostro mondo di seguaci dell’Omeopatia, a volte vissuta come una religione; contro le cose che vanno bene semplicemente perché scritte nell’Organon, quindi senza necessità di verifica clinico-sperimentale, utilizzando impropriamente un testo geniale come un Vangelo. Già, mi sono indignato spesso per un mucchio di cose, ma dal punto di vista di chi aborre l’utilizzo improprio di una qualsiasi metodologia, adattando la pratica alle sue conoscenze (o non conoscenze), o alle sue esigenze del momento, o alle sue personali ambizioni. Da questo punto di vista mi trovo perfettamente d’accordo con Paolo Bellavite, come spesso accade, nel constatare che i due paradigmi non sono così distanti, che le distanze vengono costruite ad arte per scopi differenti.

      L’altro quesito che solleva Daniela Salvucci, che è il più opportuno perché riguarda i Pazienti di cui Lei è rappresentante, è quando si chiede se il Medico Omeopatico deve solo prescrivere prodotti omeopatici o occuparsi del Paziente e scendere in basso prescrivendo anche farmaci classici, quando le cose non vanno. Diciamo che le cose spesso non vanno: potevamo essere più capaci noi, non c’era tempo, ha sbagliato il Paziente, si è spaventato … potremmo allungare la lista all’infinito, ma non è la ricerca del colpevole il nostro obiettivo. Il nostro obiettivo rimane innegabilmente preservare la salute del nostro Paziente come meglio possibile. La mia scelta è di essere sempre e comunque medico curante del mio Paziente per cui, ogni volta che ce n’è bisogno, mi sfoglio il mio testo aggiornato di terapia medica e prescrivo il farmaco giusto. Non mi fa piacere, perché vorrei sempre curare e guarire con l’Omeopatia, ma non lo considero certo un’onta. E comunque il Paziente lo apprezza ed aumenta la sua fiducia in me, sempre. Diciamo che si sente al sicuro. In più ho scoperto che spesso prescrivo meglio dei colleghi, forse un po’ troppo standardizzati, disattenti alle interazioni fra farmaci, insomma spesso preda di automatismi prescrittivi. Aggiungo che, se qualche curioso si prendesse la briga di sfogliare i numeri de Il Medico Omeopata di qualche anno fa, ci troverebbe negli editoriali questo stesso quesito, al tempo un po’ autistico, e questa stessa risposta.
       Per finire aggiungo che queste opinioni non sono semplicemente le mie, altrimenti non le avrei scritte, ma sono le linee guida della rivista che dirigo, che a loro volta sono state discusse e condivise con l’Editore, la FIAMO, con Antonella Ronchi in particolare, che ne è Presidente. Certamente risentono di chi le scrive, ma credo di poter affermare che correttezza metodologica e dibattito siano i cardini del nostro approccio. Se sarò smentito sono pronto ad inginocchiarmi di fronte a tutti, dispongo di ironia sufficiente.

      Un saluto a tutti coloro che, da posizioni differenti, comunicano con sincerità e cognizioni adeguate.


Gustavo Dominici

Direttore "Il Medico Omeopata"

   
 







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