Salute
Il medico; 'boom' di dolori e 'acciacchi' da aria condizionata
Milano, 17 giu.
Con l'arrivo del caldo vero sono in aumento i pazienti che si presentano in ospedale con dolori al collo e alle articolazioni, ma anche vere e proprie contratture muscolari da aria condizionata. ''Un fenomeno che si moltiplichera' nei prossimi giorni, quando la prima vera ondata di caldo arrivera' sulla Penisola''. Parola di Calogero Foti, associato di Medicina fisica e riabilitativa dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
''L'aria condizionata - spiega il medico all'ADNKRONOS SALUTE - determina disturbi a livello dei tessuti molli (muscoli, tendini, legamenti) e delle articolazioni, specie le più esposte e superficiali. Per spiegare il fenomeno bisogna ricordare che le donne o gli uomini con i capelli lunghi vedono, nelle giornate di forte umidità, le chiome accorciarsi e arricciarsi. Lo stesso accade alle strutture connettivali dei tessuti''. I piu' colpiti sono i lavoratori esposti all'aria condizionata per lunghi periodi (anche otto ore consecutive per diversi giorni), o chi deve fare i conti con i condizionatori per periodi brevi ma ripetuti, magari muovendosi nell'aria gelida di negozi o centri commerciali con temperature da 'freezer'. ''Di certo - prosegue l'esperto - l'ambulatorio di medicina riabilitativa del Policlinico Tor Vergata in periodi di caldo improvviso, o anche prolungato, 'ospita' molti pazienti con sintomatologie riconducibili a esposizioni all'aria condizionata. E abbiamo gia' iniziato a vedere i primi casi''.
Cosi', per spegnere il 'dolore' regalato dal freddo, si ricorre a pillole e pasticche. ''Non e' azzardato dire che d'estate c'è un aumento di uso di antinfiammatori per curare i disturbi causati dall'aria condizionata. In più - dice lo specialista - questi fastidiosi 'acciacchi' peggiorano la qualità di vita: 'regalando' un sonno non continuo e regolare, movimenti compensativi 'sbagliati' per ridurre il dolore, giornate a letto''. La cattiva notizia e' che tutti siamo a rischio. ''Entrare in un supermercato o lavorare in un ufficio ipercondizionato - riflette Foti - capita a moltissime persone. Sempre più raro, invece, il vecchio ventilatore, che mobilizzando l'aria, dava origine a innocuo refrigerio''.
Un'altra insidia sottovalutata e' costituita dalle auto. ''E dalla cattiva abitudine di posizionare i bocchettoni proprio contro corpo o viso del guidatore e del passeggero. In questi casi - prosegue il medico - si registrano artralgie localizzate a una o due articolazioni vicine, specie alle mani''. Allora cosa fare per non correre rischi, quando si entra in una macchina rimasta per ore sotto il sole? ''Meglio non entrarci. O, nel caso, solo dopo aver aperto i finestrini e accesso al massimo il condizionatore per qualche minuto. Poi si puo' abbassare. E, soprattutto, mai dirigere il getto direttamente verso una superficie corporea''. E in ufficio? ''L'aria non deve mai essere troppo gelida rispetto alla temperatura esterna (non più di 6-8°C), mai diretta, mai troppo continua. Inoltre e' bene ricordare di controllare ogni tanto il tasso di umidità (che non deve scendere sotto il 35% o andare sopra il 70%)''.
E in casa? Secondo Foti l'uso di ventilatori a pala dovrebbe essere incoraggiato. ''Bisogna ricordarsi che, come l'animale, uomo ha in sé delicati sistemi omeostatici in grado di fargli tollerare anche elevate temperature. Quindi, specie la sera, mai dormire con l'aria condizionata accesa per tutta la notte, ma solo nelle prime ore di sonno. Pena probabili risvegli con mialgie diffuse''.
E contro uno shopping 'a rischio' malanni l'esperto suggerisce agli amministratori cittadini di ''pensare a una temperatura condizionabile allo stesso modo per tutti i locali commerciali della città, giorno per giorno, magari indicata sui quotidiani. Inoltre insisto sulla necessità di monitorare i filtri e il grado di umidità''.