Roma 30 gennaio 2004
Convegno ASMI - Fondazione Bordoni
Campi elettromagnetici e salute
Campi elettromagnetici in Medicina
Applicazioni nella Diagnostica per immagini
Prof.ssa Stefania Speca
Istituto di Radiologia U.C.S.C. – Roma
La presenza delle NIR (acronimo delle parole inglesi Non Ionizing Radiations, vale a dire Radiazioni non Ionizzanti) è parte integrante della vita degli organismi biologici e dell’ecosistema in generale.
Il loro impiego permea ogni aspetto della vita socio-economica e di relazione: basti pensare al diffuso impiego di apparecchi per la telefonia mobile; alla ubiquitaria distribuzione sul territorio dei relativi impianti di ricetrasmissione; agli elettrodotti e agli impianti di produzione e distribuzione dell’energia elettrica.
Circa i rapporti tra sviluppo tecnologico e qualità della vita va considerato che, in relazione alle principali caratteristiche delle installazioni generanti campi elettromagnetici presenti nel territorio, si devono distinguere, sul piano degli effetti sulla salute, almeno due tipologie di frequenze rilevanti dal punto di vista delle applicazioni: la gamma dei campi a frequenze estremamente basse (ELF Extremely Low Frequency), in cui rientra la frequenza utilizzata per la rete elettrica, e la gamma delle radiofrequenze e microonde con vaste applicazioni dei processi industriali, nel settore delle telecomunicazioni e in medicina.
L’allarmismo innescato da alcuni studi epidemiologici, che hanno avuto diffusione globale, che concludevano per un aumento del rischio di contrarre alcuni tumori correlabili alla esposizione residenziale ai campi elettromagnetici prodotti da linee elettriche, hanno indotto enti di ricerca autorevoli ad interessarsi di tale problematica, in particolare sono stati impegnati 60.000.000 di dollari in cinque anni per migliorare la comprensione dei possibili effetti sulla salute derivanti dall’esposizione ai CEM a bassissima frequenza.
L’esposizione residenziale o ambientale ai campi magnetici statici è dominata dal campo naturale terrestre che varia da 0,03 a 0,07 mT. I campi prodotti da apparecchiature di uso comune sono dell’ordine di 1-10 mT.
La maggiore esposizione della popolazione comune ai campi magnetici statici è dovuta agli apparecchi per risonanza magnetica, i cui campi sono in genere dell’ordine di 0,5-2 T.
Gli effetti termici provocati dai CEM sono i più noti e sono appositamente normali sia per esposizioni residenziali che per esposizioni professionali conseguenti a particolari attività lavorative.
In alcune applicazioni mediche delle RF, a scopo diagnostico, quali la RM, o a scopo terapeutico, quali la termoablazione di tumori, si verificano esposizioni al di sopra dei limiti fissati, ma nel secondo caso va sottolineato che è proprio l’effetto termico che viene sfruttato per finalità terapeutiche, cioè indurre la necrosi tumorale.
E’ importante considerare che gli operatori vanno in ogni caso adeguatamente protetti da queste esposizioni.