Da: "Antonio Abbate"
Data: martedì 30 agosto 2005 14.27
La campagna contro l’omeopatia e le medicine non convenzionali.
Omeopatia, medicina dell’energia e scienza del futuro.
Autorevoli esponenti della scienza ufficiale hanno di nuovo espresso, in queste ultime settimane, una totale condanna nei confronti dell’omeopatia, uno dei sistemi terapeutici non convenzionali, non ancora confermati scientificamente. Ci si scaglia, in modo del tutto pregiudiziale, contro l’omeopatia, anche se l’esperienza quotidiana dei malati dice che essa è efficace, agisce dolcemente, e da un punto di vista economico è molto conveniente, come attestano recenti studi internazionali.
Il successo crescente dell’omeopatia è un dato di fatto. In pochi anni in Italia c’è stato il raddoppio del numero dei cittadini che vi si sono rivolti e ne sono rimasti soddisfatti.
Il successo si spiega per i buoni risultati terapeutici, ottenuti anche nelle malattie croniche di una certa importanza. Inoltre in molti casi l’omeopatia è stata anche una scelta inserita in uno stile di vita nuovo, in cui coscienza ecologica e rispetto degli equilibri dell’organismo diventano basilari elementi formativi di salute, per un benessere più naturale.
Nonostante ciò, continuano i tentativi per tacciare più di 10 milioni di cittadini italiani, di masochismo (non sono cure vere!: ci si fa del male) o, peggio ancora, di essere poveri illusi (la suggestione delleffetto placebo!).
La pubblicazione, pochi giorni fa, di uno studio dell’università di Berna, da parte dell’autorevole rivista medica ’Lance’, non cambia la realtà dei fatti: i medici omeopati continuano ad avere successi terapeutici e i cittadini ne sono soddisfatti.
Nello studio degli svizzeri, l’omeopatia è definita come un placebo privo di effetti reali. Leggendo con attenzione, riscontriamo che i risultati conseguiti dalla ricerca sono molto discutibili. L’indagine non porta a niente di nuovo. I risultati sono simili a quelli di altre ricerche cliniche, condotte in modo approssimativo, superficiale e senza competenza.
Dietro come sempre vi si nasconde una mentalità chiusa, poco ‘cientifica’ perché poco incline alla ricerca del vero. Sono lavori portati avanti con sistemi d’indagine inadeguati e inadatti per una scienza così diversa e complessa, quale è l’omeopatia.
L’omeopatia è un sistema clinico terapeutico che utilizza le diluizioni omeopatiche come messaggi di energia ‘informazionale’, i quali giungono alla persona ammalata, e agiscono in modo complesso sull’intero ‘sistema uomo’, costituito dall’energia dei suoi atomi, le molecole che a loro volta formano tessuti, organi e psiche: pensieri ed emozioni.
Rileviamo nel mondo scientifico una notevole diffidenza; c'è chiusura ed anche molta ignoranza. Tutto ciò alimenta azioni poco razionali.
I ricercatori universitari vorrebbero ‘misurare e pesare’ gli effetti terapeutici dell’omeopatia con strumenti grossolanamente materiali. In tal modo fanno un buco nell’acqua. Perché così si comportano da ideologi e non da scienziati. Essi ricordano scene del passato in cui le conquiste più moderne suonavano ad eresia. Chi mai avrebbe accettato nell’800 l’idea e il fatto che nella chirurgia si potesse fare a meno di lame affilate, sostituite da raggi di energia laser, molto più taglienti di qualsiasi acciaio ben temprato? E chi avrebbe sottoscritto l’idea che una intera biblioteca di libri, un numero straordinario di informazioni, poteva essere contenuto in una scatola di energia, ossia in un computer?
E’ verità concreta (guarigioni) che un’informazione, sottoforma d’energia, passa con l’acqua nel ‘farmaco omeopatico’, e cura l’ammalato! Anche se al momento attuale ancora non si conoscono le leggi fisiche che possono descrivere questo straordinario fenomeno naturale.
Nulla è più concreto dei fatti: a favore dell'omeopatia c'è la soddisfazione dei pazienti che sono guariti, e il grande numero di animali, da compagnia e d’allevamento, che hanno riacquistato la salute grazie al lavoro di centinaia di veterinari omeopati, sono la testimonianza e la forza dell’omeopatia, medicina dell’energia e scienza del futuro.
Noi omeopati chiediamo:
- chiediamo che si rispettino i princìpi, sanciti dalla Costituzione italiana, di libertà di scelta terapeutica, per i cittadini che si curano con l’omeopatia e le medicine non convenzionali, e libertà per il medico di scegliere per i propri pazienti le cure che ritiene più adeguate;
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- chiediamo ‘pari dignità’ con la medicina ufficiale; in cui ciascuna scienza deve avere ambiti di applicazione bene definiti, nel rispetto della salute dei cittadini;
- chiediamo che si sottoponga l’omeopatia a comprovazione scientifica, tenendo conto che si tratta di un sistema terapeutico complesso, in cui i canoni di ricerca e di verifica DEVONO RISPETTARE le peculiarità di tale scienza definita ‘non convenzionale’ proprio perché non può essere studiata con metodologie convenzionali. Non è applicabile il modello di ricerca scientifica, farmacologico, che si basa sullo studio degli effetti di una sostanza tramite l’avvelenamento degli animali da esperimento, e poi la verifica clinica dell’azione delle sostanze, testate sugli ammalati,
nell’uomo ammalato, prendendo in considerazione solo alcuni parametri clinici, limitati a tessuti, organi e apparati. Le ricerche in omeopatia non possono, e non devono escludere l’individuo-persona dagli studi clinici: egli è corpo, ma è anche mente, emozioni, sofferenze e dolori morali;
- chiediamo che lo Stato (Ministero della Salute) e le Regioni (Assessorati alla Salute) si attivino, avviando ricerche mirate ad una verifica dell’efficacia terapeutica, avvalendosi dell’esperienza dei medici esperti di omeopatia e medicine non convenzionali e delle associazioni che li rappresentano;
- chiediamo che si giunga al riconoscimento accademico dell’omeopatia, ma ciò non deve essere un atto legislativo ‘pasticciato’, ma chiaro e rispettoso delle peculiarità dell’omeopatia come degli altri sistemi terapeutici non convenzionali;
- denunciamo le lungaggini (dolose o colpose?) alle quali è sottoposto il Disegno di Legge per le Medicine Non Convenzionali (Relatore On. Lucchese: Commissione XII Affari Sociali) sottoposto a traversie di ogni genere. Ciò nuoce alla definizione della figura professionale dell’omeopata, dei corsi di formazione ed anche alla ricerca delle ‘evidenze cliniche’, così tanto da tutti invocate.
Dott. Antonio Abbate
Medico Chirurgo - Omeopata
Segretario Nazionale F.I.A.M.O. (Fed. Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopati)
Direttore Accademico Scuola d¹Omeopatia - Accademia Omeopatica Sarda
Membro del FORUM PER LE MEDICINE NON CONVENZIONALI Ordine dei Medici di Roma
Le cifre dell’omeopatia
11 milioni di cittadini italiani circa, si rivolgono alle medicine non convenzionali;
100 mila nuove visite l’anno di medicine non convenzionali in Lombardia, con una popolazione di 9 milioni di persone;
75% dei pazienti affetti da cancro in Italia per curarsi usa anche medicine e prodotti naturali;
70% dei cittadini toscani che hanno fatto uso delle medicine non convenzionali dichiara di averne avuto beneficio;
60% dei medici di famiglia toscani sono favorevoli che le medicine non convenzionali vengano insegnate nell’università;
57% dei medici di famiglia toscani consiglia ai propri pazienti le medicine non convenzionali;
40% dei medici di famiglia toscani hanno scelto le medicine non convenzionali per curarsi;
60 progetti e 4 milioni di euro, stanziati dalla Regione Campania per le medicine non convenzionali;
50 ambulatori pubblici d’omeopatia, agopuntura e fitomedicina aperti in Toscana;
20 milioni di euro (circa 400 miliardi di vecchie lire) è il fatturato delle case farmaceutiche omeopatiche in Italia, che porta occupazione e ricchezza al Paese.