Malattie emorragiche e trombotiche: al Congresso SISET
Novità diagnostiche, farmacologiche e di ricerca sperimentale
Roma 28 settembre (Nicola Cerbino - Univ. Cattolica)
Le malattie emorragiche e trombotiche, le novità diagnostiche e le interessanti prospettive nelle applicazioni cliniche per la loro cura, anche grazie ai risultati delle ricerche farmacologiche e di biologia cellulare e molecolare. Sono questi gli importanti temi al centro del XVIII Congresso Nazionale della Società Italiana per lo Studio dell’Emostasi e della Trombosi (SISET), che avrà luogo a Roma, presso l’Auditorium dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (largo F. Vito 1), da giovedì 30 settembre a domenica 3 ottobre 2004.
Il Congresso sarà presieduto dalla prof. Maria Benedetta Donati, Presidente SISET, e dal prof. Giuseppe Leone, rispettivamente ricercatore presso i Laboratori del Centro di ricerche e formazione ad Alta tecnologia nelle Scienze biomediche dell’Università Cattolica di Campobasso, e direttore dell’Istituto di Ematologia della Cattolica di Roma. Presidente onorario il prof. Bruno Bizzi, già direttore dell’Istituto di Patologia speciale medica della Cattolica di Roma.
Alla cerimonia di apertura, giovedì 30 settembre, ore 18, interverranno tra gli altri Enrico Garaci, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, e Luciano Criscuoli, Direttore Generale - Ministero Istruzione, Università e Ricerca.
Alle ore 19 la “lecture” del prof. Octavi Quintana Trias, direttore Health Research, Dg Ricerca, della Commissione Europea sul tema “Il futuro della ricerca cardiovascolare in Europa”.
La SISET, fondata 34 anni fa a Parma e che conta oltre 520 soci, riunisce ogni due anni, esperti nazionali e internazionali per il tradizionale stato dell’arte sull’avanzamento delle conoscenze nel campo delle malattie emorragiche e trombotiche.
Tra i relatori stranieri presenti si segnalano il professor Jozef Vermylen dell’Università Cattolica di Lovanio (Belgio), che è stata scuola di formazione per molti ricercatori italiani nel campo dell’emostasi e della trombosi; il professor Frederick Rickles, Washington DC (USA), presidente della Federazione delle Società Scientifiche Americane per le Scienze Biologiche (FASEB). Tra i relatori italiani: Francesco Violi (Roma), Pier Mannuccio Mannucci (Milano), Nicola Semeraro (Bari), Anton Giulio Dettori (Parma), Vittorio Pengo (Padova), Gualtiero Palareti (Bologna), Giovanni De Gaetano (Università Cattolica).
Nelle dense giornate di congresso saranno discussi i recenti successi della ricerca italiana nel campo della diagnosi, prevenzione e terapia delle malattie ischemiche vascolari (come infarto cardiaco e ictus cerebrale), la principale causa di mortalità e morbilità nel nostro Paese. In particolare, per quanto riguarda le trombosi venose e l’embolia polmonare, sarà posto l’accento sui nuovi farmaci anticoagulanti con meccanismo innovativo che potranno sostituire i trattamenti tradizionali per la trombosi, riducendone gli effetti collaterali emorragici. Per quanto riguarda le malattie ischemiche, sarà sottolineata l’importanza di individualizzare i trattamenti preventivi e terapeutici, anche con l’aiuto della farmacogenetica.
Tra gli obiettivi del Congresso l’aggiornamento delle conoscenze sui rapporti tra malattie cardiovascolari e neoplasie, tema di particolare interesse per l’attività di ricerca del nuovo Centro nelle Scienze biomediche della Cattolica di Campobasso.
“Sempre più stretti appaiono i rapporti tra i meccanismi che sono alla base dei tumori e delle malattie cardiovascolari – anticipa la professoressa Donati - e numerosi cominciano a essere i protocolli di studio comuni; solo alcuni anni fa non si poteva supporre che un farmaco antitrombotico come l’eparina potesse prolungare la sopravvivenza di pazienti con tumore, come appare da alcuni recentissimi studi di gruppi di ricerca italiani”.Il Convegno coprirà un largo spettro di tematiche nel campo dell’emostasi e della trombosi, dalla biologia cellulare e molecolare alla farmacologia sperimentale, alla clinica ed epidemiologia, con enfasi sui fattori di rischio genetici e acquisiti, quali infezioni, patologia della gravidanza, abitudini alimentari. Alcune sessioni saranno dedicate alla diagnosi e alla terapia della cosiddetta “trombofilia”, alla luce delle recenti Linee guida pubblicate dalla stessa SISET.