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Roma 18 aprile 2011

Salute e prevenzione

S. Corvo

 
Salute e prevenzione

Rilanciare la sanità pubblica e le politiche di prevenzione in Italia: si parte dalla formazione

Quali ostacoli impediscono al nostro sistema sanitario pubblico di passare dal “modello malattia”, al “modello salute”? Perché l’Italia non spende per la prevenzione la quota del 5% del fondo sanitario prevista per legge? Come rilanciare il ruolo delle politiche e delle attività di prevenzione sanitaria, in un contesto improntato all’ottenimento di risultati visibili e immediati? Dall’esigenza di trovare risposte a queste domande  e di ri-orientare le scelte politiche e organizzative verso un sistema sanitario più equo e sostenibile, dalla virtuosa collaborazione tra la casa editrice Il Mulino e la Fondazione Smith Kline, è nato il Rapporto Prevenzione 2010, insieme al progetto di un Osservatorio delle pratiche di prevenzione in Italia.

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale”. Non smette di emozionare l’incipit della legge 833/1978 che, istituendo il Servizio Sanitario Nazionale, ha posto le basi per un rinnovato approccio alla tutela della salute individuale e collettiva, riconoscendo alla prevenzione il pieno diritto di cittadinanza. “La formazione di una moderna coscienza sanitaria” e “la prevenzione delle malattie e degli infortuni in ogni ambito di vita e di lavoro” rappresentano, come da dettato di legge, strumenti primari attraverso i quali perseguire le finalità del neonato Ssn. Benché innovativo e dinamico nelle sue premesse teorico-normative, il Ssn nato dalla riforma del ’78 ha dovuto inizialmente gestire la scomoda eredità di un’organizzazione di tipo mutualistico, unita ad una concezione dell’assistenza sanitaria fondata in modo quasi esclusivo sulla cura della malattia, piuttosto che sulla sua prevenzione. Un orientamento che, tuttavia, i successivi piani sanitari nazionali, già a partire dal primo Piano Sanitario post-riforma, quello riferito al biennio 1994-96, hanno cercato di modificare, attribuendo maggiore rilievo alle attività di prevenzione: la promozione di comportamenti e stili di vita corretti, l’immunizzazione e la precoce identificazione delle conseguenze prevenibili delle malattie sono diventati obiettivi prioritari delle strategie di tutela della salute, secondo un percorso di maturazione e innovazione culturale che, in tempi più recenti, “allargando lo sguardo della prevenzione all’impatto sulla salute di tutte le politiche” (CCM, delib. 941/2008, “Da Guadagnare salute a Salute in tutte le politiche”), intende “far sì che i settori non sanitari si preoccupino delle ricadute di salute nelle proprie scelte”. E se i decisori politici, gli attori del mondo sanitario e l’opinione pubblica devono potere accedere a conoscenze attendibili, suffragate dall’evidenza e degne di essere incluse nell’agenda politica, la formazione alla prevenzione diventa l’imperativo categorico, che porta con sé la spinta al trasferimento delle conoscenze e del sapere medico scientifico che attiene alle corrette strategie della prevenzione sanitaria. Da queste premesse, dalla volontà di rilanciare la centralità delle politiche e delle attività di prevenzione - per le quali non si riesce a spendere la quota del 5% del fondo sanitario prevista per legge - nasce il primo Rapporto Prevenzione 2010, non solo un libro, ma un progetto in fieri. Il volume, edito da Il Mulino, fa parte della collana “Management, Economia e Politica Sanitaria”, curata dalla Fondazione Smith Kline, ente morale fortemente impegnato in studi e ricerche sulle dinamiche formative degli operatori sanitari. La Fondazione, che nel corso del 2010 ha scelto di dare un decisivo impulso alle proprie attività progettuali nel campo della medicina preventiva, si propone di affiancare alla già nota pubblicazione annuale “Rapporto Sanità” un focus tematico specifico sui temi della prevenzione: la formazione è il tema centrale dell’edizione 2010. Il Rapporto è stato curato da un board di esperti nel settore che, oltre a illustri membri della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità pubblica, ha visto la partecipazione di  rappresentanti del mondo accademico, del Ministero della Salute e dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. L’idea che dietro l’iniziativa editoriale ci sia un progetto strutturato trova conferma nella costituzione, all’interno del gruppo di esperti autori e curatori del rapporto, di un Osservatorio permanente per il monitoraggio delle politiche di prevenzione, le destinazioni dei fondi del Ssn, l’efficacia dei programmi realizzati.

Il Rapporto Prevenzione 2010 si propone sia come spazio di riflessione, analisi e discussione sullo stato della prevenzione in Italia e sui nuovi obiettivi delle politiche di salute, anche nel confronto con altre e diverse realtà dell’Europa,  sia come strumento per la conoscenza e la diffusione delle buone pratiche, dei percorsi più efficaci adottati a livello regionale per la realizzazione delle strategie preventive. Oltre ad un excursus storico ragionato dei servizi di prevenzione e del ruolo ad essi assegnato, a partire dall’istituzione del SSN, il Rapporto offre al lettore un’aggiornata analisi dei percorsi formativi relativi alla prevenzione, dai corsi di laurea magistrale, ai corsi di laurea di più recente istituzione relativi alle professioni sanitarie, alla formazione post-lauream, senza tralasciare l’importanza strategica della formazione dei community leaders, ovvero i “decisori collocati in posizioni chiave nelle agenzie politiche, come anche i politici locali”. Un ambito quest’ultimo, nel quale gioca un ruolo centrale l’Health Technology Assessment: “strumento di valutazione multidisciplinare delle tecnologie nato per dare una risposta operativa al divario tra risorse limitate di cui il sistema sanitario dispone , la crescente domanda di salute e l’innovazione tecnologica”. Completa il quadro relativo ai percorsi di formazione un interessante capitolo dedicato al cittadino e alla health literacy, ossia “l’insieme di conoscenze e capacità che un soggetto deve possedere per raggiungere obiettivi correlati alla salute” e che consente al “cittadino –consumatore della salute” di effettuare scelte razionali, aldilà dei condizionamenti dell’informazione di massa, non di rado imprecisa e fuorviante.

Infine, ma non per importanza, il volume affianca all’attività di analisi e valutazione delle diverse tematiche trattate un’utile e mai scontata cifra di propositività. A tal proposito, va segnalata la proposta di realizzare un Osservatorio nazionale delle attività di prevenzione delle Regioni italiane, identificando e mettendo a punto idonei strumenti di raccolta e analisi dei dati relativi a tali attività.

Serenella Corvo

Fonte

Rapporto Prevenzione 2010. La formazione alla prevenzione. A cura di A. Boccia, C. Cislaghi,. N. Falcitelli, D. Lagravinese, G. Renga, W. Ricciardi, P. Rizzini, C. Signorelli, P. Villari. Società Editrice Il Mulino, 2010.

   
 







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