Il Forum organizzato dal periodico ‘Il Bisturi e dalla Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) si è tenuto presso la Sala del Cenacolo (Camera dei Deputati) Sintesi dei lavori nei Comunicati stampa che pubblichiamo.
Chi sono e come sono nominati i 38 mila manager e responsabili di struttura del SSN
La sanità italiana è ormai riconosciuta come uno degli assi portanti dell’economia del nostro Paese. Lo è in termini di rilevanza sociale, risorse impiegate, know how, ricerca e tecnologia.
Gran parte di questa “ricchezza” è frutto dell’attività del Servizio sanitario nazionale che, da solo, dà occupazione a 682 mila addetti, con un finanziamento annuo complessivo già fissato in 104 miliardi e 604 milioni per il 2010. Il che vuol dire un budget medio di circa 370 milioni di euro annui da amministrare per ognuna delle 180 aziende sanitarie locali e delle 102 aziende ospedaliere autonome.
Ed è proprio a questa realtà che si deve pensare quando si parla di “nomine” nella sanità.
Non si tratta di pochi nomi ma di un vero e proprio “esercito” di manager e dirigenti medici e non, con precise e significative responsabilità e dal cui operato dipende la qualità e l’appropriatezza delle cure mediche e dei servizi sanitari italiani in generale. Stiamo infatti parlando di più di 38 mila nomine ai vertici della sanità pubblica. E in particolare:
180 direttori generali di Asl
102 direttori generali di Azienda ospedaliera
1.800 direttori di dipartimento ospedaliero (scelti tra i dirigenti di struttura complessa del dipartimento) 9.851 medici dirigenti di struttura complessa
18.545 medici dirigenti di struttura semplice 5.606 dirigenti di struttura complessa e semplice “non medici” (veterinari, farmacisti, biologi, chimici, fisici, psicologi e dirigenti delle professioni sanitarie)
2.702 dirigenti amministrativi di struttura complessa e semplice
767 dirigenti professionali di struttura complessa e semplice (avvocati, ingegneri, architetti e geologi)
535 dirigenti tecnici di struttura complessa e semplice (analisti, statistici e sociologi).
La nomina dei direttori generali di Asl e Aziende ospedaliere spetta direttamente alla Regione con criteri di scelta e selezione giudicati però dai più insufficienti, mentre quella dei dirigenti di struttura complessa e semplice spetta al direttore generale che, anche in questo caso secondo i più, non può contare su criteri di selezione tali da garantire che la scelta cada sempre sul miglior candidato.
E infatti, è proprio sull’insieme di queste nomine che si discute da anni in Italia, per far sì che esse avvengano sulla base di criteri di selezione ispirati esclusivamente al merito e non all’appartenenza o alla simpatia politica dei candidati.
Come si nominano manager e dirigenti di struttura complessa
Oggi
(Dlgs 502/92, Dlgs 512/94, Dlsg 229/99 e modifiche)
Le Regioni, previo avviso in Gazzetta Ufficiale, nominano i direttori generali delle Unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere tra coloro che ne abbiano inoltrato domanda e che rispondano ai seguenti requisiti: diploma di laurea e di specifici e documentati requisiti coerenti rispetto alle funzioni da svolgere ed attestanti qualificata formazione ed attività professionale di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture pubbliche o private, con esperienza dirigenziale acquisita per almeno cinque anni.
Il direttore generale detiene tutti i poteri di gestione dell’Azienda. Egli nomina il direttore amministrativo e il direttore sanitario.
Il rapporto di lavoro del direttore generale, del direttore amministrativo e del direttore sanitario è esclusivo ed è regolato da contratto di diritto privato, di durata non inferiore a tre e non superiore a cinque anni, ma rinnovabile.
Entro 18 mesi il direttore generale deve produrre un certificato di frequenza ad un corso di formazione in sanità pubblica.
Trascorsi 18 mesi dalla nomina di ciascun direttore generale, la Regione verifica i risultati aziendali conseguiti, sulla base dei quali procede o meno alla conferma entro i tre mesi successivi alla scadenza del termine.
Il direttore generale nomina il direttore di struttura complessa sulla base di una rosa di candidati selezionata da una apposita commissione, anch’essa nominata dal direttore generale e composta dal direttore sanitario e da due dirigenti dei ruoli del personale del Servizio sanitario nazionale, di cui uno individuato dal direttore generale e uno dal Collegio di direzione. Gli incarichi hanno durata da cinque a sette anni, con facoltà di rinnovo per lo stesso periodo o per periodo più breve.
Al direttore generale spetta anche la nomina del direttore di dipartimento che è scelto fra i dirigenti con incarico di direzione delle strutture complesse aggregate nel dipartimento; il direttore di dipartimento rimane titolare della struttura complessa cui è preposto.
Come potrebbero cambiare i criteri di nomina secondo il ddl sul “governo clinico”
(Modifiche al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e altre disposizioni in materia di governo delle attività cliniche, testo approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera)
La nomina del direttore generale avverrà attraverso bando pubblico da parte delle Regioni.
Gli aspiranti dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) diploma di laurea;
b) esperienza almeno quinquennale presso enti, aziende o strutture pubbliche o private, in qualifica dirigenziale con autonomia gestionale e con diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche o finanziarie; c) certificato di frequenza di un corso di formazione in materia di sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitarie.
I requisiti e i curriculum saranno valutati da una commissione nominata da ogni singola Regione, che preventivamente deve determinare i criteri ed i sistemi di valutazione e verifica dell’attività dei direttori generali e degli obiettivi definiti e quantificati nel quadro della programmazione regionale.
La conferma o la mancata conferma del direttore generale sarà disposta con provvedimento motivato, pubblicato sui siti Internet della Regione e dell’Azienda sanitaria interessata.
Il direttore generale sarà affiancato dal Collegio di direzione e nominerà il direttore di struttura complessa previo avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Gli strumenti per la valutazione dei direttori di struttura complessa e dei direttori di dipartimento saranno definiti dalle Regioni. Per la scelta del candidato, il direttore generale nominerà una commissione di tre membri presieduta dal direttore sanitario e composta da due dirigenti di struttura complessa individuati attraverso pubblico sorteggio. La commissione formulerà un giudizio motivato su ciascun candidato, tenendo conto distintamente dei titoli professionali, scientifici e di carriera posseduti. La commissione, sulla base delle valutazioni effettuate, presenterà al direttore generale una terna all’interno della quale il direttore generale nominerà, con provvedimento motivato, il vincitore.
Monchiero (Fiaso)*: ‘Servono nuovi criteri per la selezione dei Direttori generali e dei dirigenti di struttura’
Incrementare il grado di efficienza del sistema sanitario pubblico richiede, all’interno delle Aziende, il coraggio di scelte coerenti e, all’esterno, una diversa valutazione delle singole aziende sanitarie che recuperi il concetto dell’economicità della gestione, ormai soppiantato dalla sola considerazione dell’equilibrio finanziario. Sotto questo profilo, l’aziendalizzazione certamente sembra accantonata.
La stessa durata del management strategico può essere un fattore destabilizzante (come si può incidere su organizzazioni estremamente complesse in tempi brevi?) sebbene vada riconosciuto come negli ultimi anni sia leggermente aumentata la durata media dei direttori generali. Negli ultimi dodici anni la durata media in carica dei direttori generali è stata inferiore ai tre anni e mezzo, ma in alcune Regioni non si è andati oltre i 18-26 mesi
I progetti richiedono scelte dal fiato lungo, oltre che competenze professionali. Per questo come FIASO chiediamo da tempo criteri di selezione dei Direttori Generali più oggettivi e un adeguato bagaglio esperienziale.
Oggi invece si può essere nominati direttori con una qualsiasi laurea e un certificato di nascita. Molto meno dei requisiti richiesti per assumere l’incarico di Direttore Sanitario o Amministrativo.
Le Aziende Sanitarie e i loro Direttori sono pronte a raccogliere questa sfida senza temere giudizi ma offrendo il proprio contributo di esperienza nell’elaborazione e nell’applicazione di strumenti gestionali innovativi. A cominciare da un maggior coinvolgimento delle professionalità mediche nella governance delle aziende sanitarie ed ospedaliere, che dove già in essere, ha dato maggiore impulso all’efficentamento dell’intero sistema.
Dalle colonne dei giornali qualcuno ha anche avanzato la proposta di assegnare esclusivamente ad un collegio di professionisti anziché al Direttore generale la scelta degli apicali medici. Per escludere qualsiasi pressione “politica” su tali scelte. In passato da più parti si è denunciata una criticità nelle modalità di nomina dei primari: una qualche verità c’era. Sebbene vada ricordato che il costante aumento dell’aspettativa di vita è dovuto anche all’offerta pubblica di salute a dimostrazione che risposte anche sul piano dell’efficienza sono esistite sempre.
Detto ciò è all’esame avanzato del Parlamento un Testo unificatore di modifica del D.lgs “502” che attribuisce a una commissione composta dal Direttore sanitario e da due medici dirigenti della struttura complessa della disciplina oggetto dell’incarico il compito di indicare, sulla base di criteri rigidamente scientifici e di carriera, una terna di candidati all’interno della quale il Dg nomina il vincitore con provvedimento motivato.
Personalmente credo sia un percorso condivisibile, capace di coniugare garanzie di professionalità e di managerialità: due elementi inscindibili per garantire più efficienza al nostro Ssn.
*Giovanni Monchiero
Presidente FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere)