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Roma 10 ottobre 2009
 
Sindacalismo Medico
 
 
(SUMAI 42° Congresso)
 
 


Proposta del SUMAI al 42° Congresso Nazionale: 'La nuova medicina specialistica convenzionata interna al servizio del cittadino chiave di volta per un SSN  sostenibile'

Una risposta appropriata per la sostenibilità del sistema: la specialistica territoriale.

E’ stato il tema del 42° Congresso del SUMAI (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Interna) conclusosi la settimana scorsa a Torino.

Un messaggio chiaro, che rappresenta il nostro obiettivo per il futuro e mette chiaramente in luce il ruolo della specialistica ambulatoriale convenzionata nelle politiche di riorganizzazione del SSN come perno per la specialistica nel territorio, luogo ormai condiviso da tutti ,come risposta al bisogno di salute per il cittadino e fatto con costi sostenibili per la collettività.

E’ la proposta che ha lanciato il Segretario Generale Roberto Lala alla presenza del Vice Ministro Fazio e delle autorità, presentando, tra l’altro, le linee guida per “L’aggregazione funzionale dei medici specialisti ambulatoriali e degli psicologi convenzionati interni”.

Il Vice ministro Ferruccio Fazio ha commentato la relazione del Segretario Generale Roberto Lala come “musica per le sue orecchie”.

Il documento presentato, composto da circa 90 pagine, piene di dati e tabelle, mette in evidenza che la 502/1992 ha portato allora, con il blocco del turn-over, superato solo nel 2005, ad una inevitabile carenza di ore di attività specialistica, che sarebbero state necessarie invece per far fronte ad un notevole aumento della domanda di salute ed un incremento della spesa pubblica e delle liste d’attesa.

La soluzione, dice Lala, è nello scommettere sugli specialisti ambulatoriali convenzionati interni e riportare il monte ore poco più a quello che era presente nel 1992 con il chiaro obiettivo di abbattere le liste d’attesa per eseguire le prestazioni specialistiche di qualità, come del resto accadeva prima del 1992 quando non vi erano le attuali liste d’attesa.

La proposta è quella di organizzare gli Specialisti Ambulatoriali Convenzionati Interni in Aggregazioni Funzionali e quindi non solo prestazionali, in Poliambulatori specialistici territoriali (aperti 12 ore al giorno), almeno uno per distretto; negli ambulatori territoriali integrati insieme alla presenza dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di libera scelta (aperti per almeno 10 ore al giorno); negli studi dei medici di Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta ed in fine nei Presidi Territoriali di Prossimità, una sorta di alternativa al pronto soccorso, gestiti 24 ore su 24; il tutto collegato in rete e con gli ospedali pubblici nel caso necessiti il ricovero. Nel documento si evidenzia non solo ciò che manca ma anche quanto sarebbe necessario nel monte ore di ogni Regione, per adeguare l’offerta specialistica nelle 63 branche previste, alla reale domanda di ogni singola Regione, tramite il calcolo del Coefficiente di Domanda Medica.

Il sasso è lanciato, ha detto Lala nel suo intervento. Le Regioni, entro 6 mesi, e quindi entro gennaio, dovranno ai sensi dell’ ACN firmato, individuare le aggregazioni funzionali territoriali, ed il SUMAI ha dato loro abbondante materiale su cui riflettere.

   
 







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